I’m sitting on the roof of my house…

21 12 2006

Finalmente posso tornare a scrivere senza avere sensi di colpa e sentirmi un cretino che spreca tempo invece di studiare in vista di un esame.

Qualche notizia sui Bloc Party. Il nuovo album si chiamerà ‘A Weekend In The City‘ e uscirà il 5 febbraio 2007 (la notizia è già abbastanza vecchiotta, ma il motivo per riportarla adesso c’è, basta arrivare in fondo). Ecco la playlist:

01. Song For Clay (Disappear Here)
02. Hunting For Witches
03. Waiting For the 7.18
04. The Prayer
05. Uniform
06. On
07. Where Is Home?
08. Kreuzberg
09. I Still Remember
10. Sunday
11. SRXT

(PS: da qualche settimana è iniziato a girare l’advance e posso assicurarvi che è un album molto, molto bello)

Il singolo che lancia l’album è ‘The Prayer‘, in uscita il 29 gennaio 2007. Sarà pubblicato in diverse versioni con annesse remix e b-sides ed è stato trasmesso per la prima volta un mese fa su Radio One.
Il video è apparso in Internet un paio di settimane fa sul sito della stessa Radio One ed ora sta entrando nelle rotazioni televisive, oltre ad essere già stato inserito prontamente su Youtube. Viene mostrata la prospettiva di un ragazzo sotto l’effetto di allucinogeni all’interno di un pub.
Il regista è Walter Stern, già autore dei video di ‘Teardrop’ dei Massive Attack, di ‘Bittersweet Symphony’ dei Verve, di ‘Firestarter’ dei Prodigy e di ‘Drowned World (Substitute For Love)’ di Madonna.

Per quanto riguarda il tour di lancio dell’album, è già sicuro e confermato sul sito web ufficiale il concerto all’Alcatraz di Milano il 13 maggio 2007.
Inoltre il sito dell’Estragon annuncia una data a Bologna il 12 maggio, ma prima di dare l’ufficialità è meglio aspettare che venga segnalata anche sul sito dei Bloc Party (la scottatura del concerto annullato dei Maximo Park all’Estragon ancora brucia).
Ma se fosse davvero così, non ci sono per nessuno quel giorno.

(PS#2: il titolo di questo blog è celato dietro le trame sonore di una delle 11 tracce di cui sopra)

Annunci




Get me away from here, I’m dying

10 12 2006

Ooh! Get me away from here I’m dying
Play me a song to set me free
Nobody writes them like they used to
So it may as well be me
Here on my own now after hours
Here on my own now on a bus
Think of it this way
You could either be successful or be us
With our winning smiles, and us
With our catchy tunes, oh us
Now we’re photogenic
You know, we don’t stand a chance

Oh, I’ll settle down with some old story
About a boy who’s just like me
Thought there was love in everything and everyone
You’re so naive!
They always reach a sorry ending
They always get it in the end
Still it was worth it as I turned the pages solemnly, and then
With a winning smile, the boy
With naivety succeeds
At the final moment, I cried
I always cry at endings

Oh, that wasn’t what I meant to say at all
From where I’m sitting, rain
Washing against the lonely tenement
Has set my mind to wander
Into the windows of my lovers
They never know unless I write
“This is no declaration, I just thought I’d let you know goodbye”
Said the hero in the story
“It is mightier than swords
I could kill you sure
But I could only make you cry with these words

Ooh! Get me away I’m dying!

(Belle and Sebastian – ‘If You’re Feeling Sinister’ – 1996)





YTB (Youtube Trash Battle)

9 12 2006

(2.16) DNH:

dobbiamo aprire una pagina di youtube
ed inserire tutti i video di ste canzoni qua

(2.18) i want wind to blow:

che magie youtube

(2.18) DNH:

chissà se qualcuno ha già pensato a fare una specie di videoblog digitale

(2.19) DNH:

dove vanno a random ed in automatico i video di youtube che scegli

(2.19) i want wind to blow:

ahahahhaha

(2.19) DNH:

fai la scaletta
e poi diventa l’mtv della rete
tematica

(2.19) DNH:

personalizzata
meglio di così si muore

(2.20) DNH:

chissà se si può

(2.20) i want wind to blow:

cheffico
magari!

(2.21) DNH:

ci dobbiamo lavorare

***

Per avere un idea di cosa ha scaturito tutto ciò andate qui.
(PS: ho stravinto io, non ci sono cazzi.)





Genetica – Sporcalamiagioia [2006]

8 12 2006

Genetica - Sporcalamiagioia

Artist: Genetica
Title: Sporcalamiagioia
Release date: Mar 2006
Label: self-produced

Tracklist:
01. Ali Fragili
02. Ouvertures
03. Sporcalamiagioia

I Genetica sono un quartetto pratese attivo dal 2001 ed ha all’attivo già tre EP autoprodotti tra il 2002 e il 2004. ‘Sporcalamiagioia’, il quarto EP registrato ad inizio 2006, contiene tre brani e li segnala in prospettiva come una realtà molto interessante nella scena alternative. Il paragone più immediato che viene alla mente è quello con i Verdena, soprattutto ascoltando la prima traccia ‘Ali Fragili’, ma nella composizione delle loro trame entrano anche gli influssi benefici di altre band come i Placebo (nei riff di ‘Ouvertures’) ed echi di Muse (nell’intermezzo di ‘Sporcalamiagioia’).

Tutte queste istanze riescono a mescolarsi in modo abbastanza produttivo e accattivante, creando un pathos sostenuto ma senza esagerazioni enfatiche, reso bene anche da una produzione pulita e da testi ispirati che denotano una maturità espressiva apprezzabile. Appunto per questo non è ben chiaro perchè non si sia ancora andati oltre verso un esordio sulla lunga durata che avrebbe dato la possibilità di valutare meglio le vere potenzialità dei genetica. Per ora l’impressione è buona: tocca a loro dimostrare di saper mettere a frutto al meglio i buoni semi in loro possesso.





Alpha K. – s/t [2006]

8 12 2006

Alpha K.

Artist: Alpha K.
Title: Alpha K.
Release date: Jul 2006
Label: self-produced

Tracklist:
01. Elevami
02. Odio
03. Compravendita

Gli Alpha K. sono un quintetto ferrarese attivo già da qualche anno sotto il nome di Alpha Korova: attualmente il nucleo centrale del gruppo è quello dei Devocka, altro ottimo gruppo che si è fatto notare con ‘Non Sento Quasi Più’. Al basso troviamo Francesco ‘Bonus’ Bonini e alla chitarra Matteo Guandalini, mentre alla voce sale alla ribalta Cora Marzola, presente come voce in alcuni duetti dei Devocka; Carlo Binder alla chitarra e Cristina Mari alla batteria completano la formazione.

Le tre tracce presenti su questa autoproduzione sono un’ottima vetrina per le capacità vocali impressionanti di Cora: se in ‘Elevami’ viene evocata alla mente a più riprese Dolores O’Riordan, è in ‘Odio’ che il continuo susseguirsi di accelerazioni e sfuriate grunge e rallentamenti al ritmo di un basso sgusciante e malizioso permette alla sua voce di farsi prima suadente e poi esplodere graffiante e violentissima fulminando l’orecchio con la sua profondità. La conclusiva ‘Compravendita’ ci consegna un cupo ritratto noise su cui Nora ricama splendide evoluzioni instabili, echeggiando a tratti virtuosismi degni di un’Antonella Ruggiero velata di nero.

Non so se lo si può considerare un progetto parallelo o secondario rispetto ai Devocka, fatto sta che le potenzialità degli Alpha K. e di Nora sono davvero eccellenti. Non perdiamoli di vista perchè meritano la giusta attenzione.





Muse @ Palamalaguti, Casalecchio di Reno (BO) – Dec 2, 2006

7 12 2006

Asse sud-ovest della tangenziale di Bologna, primo sabato sera di dicembre. Traffico bloccato allo svincolo del Palasport di Casalecchio di Reno. Sarà che è il polo commerciale più grosso di Bologna, ma c’è qualcosa di più. Quel qualcosa in più si intravede anche da lontano: migliaia di persone accatastate all’entrata del Palamalaguti, al freddo, dal primo pomeriggio. La tensione dell’attesa è palpabile, è quella dei grandi eventi. I Muse sono tornati.

Basta mettere piede dentro il palazzetto per capire che sta per avvenire qualcosa di eccezionale. Ancora non mi era capitato di vedere così tante persone qui dentro, la gente è stipata sulle gradinate, la massa sta lentamente saturando l’immenso parterre. Arrivo sull’ultima canzone dei Noisettes e l’impressione che mi fanno è quella di gruppo affine nelle sonorità ai Wolfmother, con la cantante che si dimena e urla neanche fosse Sandra Nasic dei Guano Apes. Troppo poco per farmene un’idea; faccio in tempo solo a guadagnare una posizione decente lateralmente al palco che lo spazio dietro di me si riempie totalmente. Sono in trappola, una enorme e meravigliosa trappola, e non voglio affatto scappare ma subire in tutto e per tutto la giusta punizione divina.

Le luci si spengono, Matthew Bellamy appare sopra di me sulla fila degli amplificatori avvolto in una tutina rosso fuoco e mi spara in faccia l’attacco di ‘Map Of The Problematique’; il mio cervelletto si scollega e perdo le facoltà di controllo del mio corpo rischiando di uccidere tre persone. L’impatto è straordinario: l’evoluzione dai precedenti concerti è sconvolgente, un mix esplosivo di luci, forme e suoni che stordisce e lascia attoniti. E siamo solo all’inizio, perchè subito dopo parte la rapsodia: ‘Butteflies & Hurricanes’, una sublimazione di pathos che mi fa volare in uno stato di estasi extrasensoriale. Dominic viene nascosto dalla piramide di schermi sulla sua testa per il breve arco di un assolo di piano, e poi il violento orgasmo riprende insostenible.

E’ il momento di ‘Supermassive Black Hole’, il palco sfavilla di luci fluorescenti per quella che risulterà essere forse il pezzo meno riuscito (se proprio vogliamo trovare difetti) della serata. Ma poco conta, perchè subito dopo parte ‘New Born’ e riparte il delirio totale: i Muse stanno suonando a livelli tecnici elevatissimi, con una scenografia imponente e curata fin nei minimi dettagli e traducono tutta la loro melodrammaticità in una furia sonora nitida e compatta che non lascia un attimo di tregua. Infatti subito dopo arriva ‘City Of Delusion’, il mio povero corpo devastato già dalle frustate precedenti si piega ad ulteriori brividi violenti e arriva quasi esausto a ‘Starlight’: l’acuto finale di Bellamy è l’ulteriore conferma che Matthew è in stato di grazia, come sempre, e che ormai è pronto a ben altri traguardi, a palcoscenici ancor più maestosi. ‘Forced In’ è il momento di quiete, Matt e Chris si stringono attorno alla batteria di Dominic, sulle loro teste arde un fuoco bollente mentre le loro immagini distorte si propagano dagli schermi laterali: qualcosa di grosso sta per succedere.

Arriva ‘Bliss’ e ormai sono totalmente fuori controllo, schiavo di quell’emozione folle che mi attanaglia ogni volta che sento la ‘mia’ canzone. Faccio solo in tempo a pensare che non essendo più la chiusura dei concerti non ci saranno più i palloni gettati sul pubblico che immediatamente una quindicina di palloni invadono il parterre. Un pò di scompiglio lo creano, perchè invadono costantemente il palco: l’ultima esplosione di coriandoli arriverà alla fine di ‘Feeling Good’, giusto in tempo per dare l’attacco al sublime spleen di ‘Sunburn’ e alla devastazione emotiva che ne deriva. Su ‘Invincible’ Matthew testa il (poco) italiano imparato in anni di frequentazioni amorose marchigiane cambiando il titolo in un quasi incomprensibile ‘Invincibile’, ma in fondo è bello così. Nel palazzetto risuona ‘Time Is Running Out’, sintomo che si sta avvicinando il rush finale: ‘Plug In Baby’ suggella in modo quasi definitivo che i Muse sono una delle migliori live band in circolazione, se non la migliore. E se non si fossero fermati per quei 5 minuti io sarei morto di infarto.

Una sigaretta e poi Matthew e compagni tornano sul palco per sparare un tris di brani assolutamente caustico e devastante: ‘Take A Bow’, ‘Hysteria’ e soprattutto una ‘Stockholm Syndrome’ che per intensità non ha paragoni con quanto mostrato nel precedente tour di ‘Absolution’. Un’altra breve pausa interrotta da una ‘Hoodoo’ eccezionale apre la strada alla cavalcata finale, all’apoteosi di ‘Knights Of Cydonia’, verso una dimensione diversa, verso una consacrazione ormai avvenuta che non si pone più nessun limite per il futuro.

(Foto del concerto trovata su Flickr)





Neverland (sistema nervoso, questo sconosciuto)

7 12 2006
  1. Ho iniziato a studiare Fisiologia Umana, ed è quasi peggio di quel che temevo.
  2. In seguito ad un raptus i miei capelli sono ridotti al minimo storico degli ultimi 5 anni. Addio chioma.
  3. Ho ritirato fuori ‘It’s A Love Cult’ dei Motorpsycho, da ascoltare durante lo studio. Gran disco.
  4. Ho ascoltato anche l’ultimo di Lisa Germano, ‘In The Maybe World’. Inquietante ed avvolgente come pochi.
  5. Piccola citazione per alcuni EP italiani che ho ascoltato e di cui parlerò su Dagheisha a breve: Grenouille, Michele Maraglino ma soprattutto Amycanbe. Da tenere d’occhio soprattutto questi ultimi.
  6. Qualche settimana fa ho ascoltato l’EP dei Babyshambles, ‘The Blinding’. Meglio di ‘Down In Albion’, sembra quasi che Pete sia sano.
  7. Dalla regia mi dicono che devo ascoltare Calexico, Hood e Riccardo Sinigaglia. Che si aggiungono a Dntel, Comaneci, Sodastream, Tunng, Orange Juice, Amari, Pecksniff, Mersenne, Magic Numbers, Antony And The Johnsons, senza contare i vecchi album di Belle & Sebastian, Arab Strap, Death Cab For Cutie. Ho sentito qualcuno parlare di bulimia, cos’è?
  8. Paolo Benvegnù in concerto alla Tenda, Modena, 15 dicembre, in conclusione ad un dibattito sulla guerra organizzato da Emergency. Forse uno dei pochi eventi mondani che mi concederò da qui al 18. E la lista di cui al punto 7 si allunga.

Ci sarebbero altri due punti, ma meritano un approfondimento a parte.