Giardini Di Mirò @ Covo, Bologna – Jan 19, 2007

30 01 2007

Giardini di Mirò soundcheck @ Covo (Jan 19, 2007)

Uno dei tanti momenti buoni per un nuovo inizio. Il concerto che si è svolto al Covo è stato il battesimo del fuoco per il terzo album dei Giardini Di Mirò. A tre giorni dall’uscita ufficiale nei negozi di ‘Dividing Opinions’, la band reggiana si presenta nel piccolissimo tempio bolognese della musica indipendente e la risposta è compatta e immediata: le stanze si riempiono fin da subito a raggiungere un tutto esaurito che lascia fuori dal locale numerosi appassionati giunti da più parti.

A rompere gli indugi ci pensa il folk solitario ed intimistico di Bob Corn, all’anagrafe Tiziano Sgarbi. La sua presenza non è affatto casuale come in apparenza potrebbe sembrare: ‘Tizio’ è la mente responsabile dell’etichetta Fooltribe e del ‘Musica nelle valli’, uno dei festival italiani di musica indipendente maggiormente quotati, che si svolge ogni primavera nella campagna sperduta della bassa pianura modenese, a San Martino in Spino. La sua barba, bottino di guerra agognato da Jukka Reverberi, è una piccola istituzione nell’ambiente. Un ulteriore segno dell’importanza dell’evento.

Corrado, Luca, Mirko, Francesco e Jukka attraversano la sala e salgono sul palco quando la capienza del Covo è vicina al collasso. Per chi non ha avuto modo di ascoltarli in digitale è arrivato il momento del primo impatto col nuovo suono dei Giardini, per gli altri si tratta di scoprire la consistenza dal vivo di un bagaglio di canzoni davvero valido. L’inizio è per la title-track ‘Dividing Opinions’: musicalmente granitica, riesce a graffiare grazie alle sue ruvidità distorte e l’impressione è ottima nonostante si noti benissimo che la transizione verso il canto di Jukka necessiterà ancora di tempo prima di condurre alla piena consapevolezza. Anche ‘Embers’ fa la sua discreta figura sebbene la timida voce di Corrado Nuccini si faccia desiderare, nascosta com’è dalla miriade di suoni circostanti. ‘Cold Perfection’ lascia intuire tutta la sua potenza espressiva, ma il pegno iniziale che i Giardini Di Mirò devono pagare a questo nuovo corso è un suono non ancora perfettamente a fuoco, ancora da oliare perchè risulti assolutamente irresistibile anche dal vivo.

Le cose si mettono ovviamente meglio quando irrompono i vecchi pezzi, come la bellissima ‘Given Ground’, e quando gli strumenti riprendono il pieno controllo della situazione virando al post-rock; è un piacere poter apprezzare le splendide trame di ‘Connect The Machine To The Lips Tower’. Il singolo ‘Broken By’ conferma in parte l’impressione iniziale, non riuscendo a mettere sufficientemente in evidenza il cantato, ma ormai i Giardini Di Mirò hanno rotto gli indugi e le cose stanno volgendo per il meglio: infatti con ‘Trompso Is Ok’ tutto il Covo viene rapito e condotto in un meraviglioso viaggio psicotropo nei meandri di una foresta fatta di arpeggi ossessivi, distorsioni lancinanti e batteria impetuosa. E a chiudere degnamente il set principale ecco ‘Petit Treason’, il piccolo diamante psichedelico di ‘Dividing Opinions’.

Dopo una breve pausa i Giardini tornano sul palco insieme ad un ospite particolare per un regalo veramente gradito: ‘Pet Life Saver’ con la voce di Matteo Agostinelli degli Yuppie Flu assume un’aura magica che la innalza a momento migliore della serata. Almeno fino a quando non partono le note introduttive di quell’imponente manifesto post-rock che risponde al nome di ‘A New Start (For Swinging Shoes)’, con il quale Jukka, Corrado e compagnia chiudono alla perfezione un concerto che ha offerto visioni di bellezza stordente di quello che è stato finora e ha dato vita ai primi germogli di quello che sarà in futuro. Col passare dei concerti sicuramente questi germogli matureranno a pieno mostrando tutta la loro vitalità, e al prossimo giro sarò lì ad attenderli per poterne godere ancora.

(foto tratte da Flickr)
Giardini di Mirò live @ Covo (Jan 19, 2007)





I’m not a man, I’m a machine

29 01 2007

Questo è il secondo post di quello che molto probabilmente diventerà un mio tormentone nei prossimi mesi, ossia i Maxïmo Park.

Zane Lowe ha trasmesso su BBC One il primo singolo di ‘Our Earthly Pleasures’, ‘Our Velocity’.

E spacca, cazzo se spacca, dio mio.

Non sentirò altro per un mese. Ed è un grosso problema.





Gigs @ Covo Club – February 2007

28 01 2007

Fri 02/02/2007
The Holloways (UK – indie) + Club 11 (IT -indie)

Sat 03/02/2007
***Cool Britannia Party*** (Britpop/Madchester/British only night)

Thu 08/02/2007
Pelle Carlsberg (SWE – new crooner) + Stop The Wheel (IT)

Fri 09/02/2007
Non Voglio Che Clara (IT – cantautorato)

Sat 10/02/2007
Alessandro Raina (IT – electrofolk) + Le Man Avec Les Lunettes (IT – indie)

Fri 16/02/2007
The Blood Brothers (US – post hc punk) + White Circle Crime Club (BEL – punk)

Sat 17/02/2007
DJ Francisco (IT – new disco dj set) + Ben Ayers (from Cornershop – dj set)

Thu 22/02/2007
Mariposa (IT)

Fri 23/02/2007
Julie’s Haircut (IT – indie) + Cut (IT – rock’n’roll)

Sat 24/02/2007
Schneider TM (GER – elettronica)

Gigs in March 2007
02
Junior Boys (CAN) 03 Isan (UK) 23 Ladytron (UK) 26 The Long Blondes (UK)





‘Our’ noise?

25 01 2007

L’influenza è una brutta bestia. Avrei voglia di parlare di tante cose, ad esempio del concerto dei Giardini di Mirò di venerdi scorso o de ‘Il Grande Capo’ di Lars von Trier, oppure di un paio di bei gruppi che ho scoperto/mi han fatto scoprire ultimamente, come gli Uzi & Ari o gli m83. Ma non ce la faccio. Tra tachipirine e termometri sto guardando per la prima volta da mesi MTV, quella in chiaro.

Alle 18 inizia ‘Our Noise’, una trasmissione-calderone in cui un VJ sbarbatello, colla chioma bizzarra, vagamente generalista e un pò ignorante (lo si capisce dal modo in cui espone le nozioni sul gobbo, non per altro) infila brevi discorsi su gruppi storici, film alternativi, fenomeni di costume di ogni tipo, tutto purchè sia vagamente indipendente o alternativo. Si passa dai Clash al Sundance Film Festival. Dal Dogma 95 a Quadrophenia. Dal nu-rave a Pitchfork (ma che strano) ai madonnari (intesi come gli artisti di strada che dipingono sui marciapiedi… ma mica tutti disegnano madonne). Tutto chiaramente senza un minimo di approfondimento, ci mancherebbe.

In fondo l’indie è un fenomeno di costume sempre più diffuso, nevvero? E allora teniamoci pure queste generalizzazioni. Ma non bastava spostare Infascelli e Brand:new di 6 ore?

PS: unico spunto positivo della trasmissione il riferimento ai video contests di QOOB: dopo il video di ‘Broken By’ dei GDM è stato prodotto anche quello di ‘Golden Cage’ dei The Whitest Boy Alive. Belli entrambi.





‘Our Earthly Pleasures’ by Maxïmo Park out April 2nd, 2007

22 01 2007

La notizia più attesa è arrivata. Ora manca l’ufficializzazione del tour ad aprile, che dovrebbe toccare anche l’Italia. (Clicca sull’immagine per ingrandire)

Maximo Park mail





Turku (…my supreme idea of Finland)

15 01 2007

Air Berlin

Volo AB8021 Milano Orio al Serio (BGY)-Düsseldorf (DUS)
Giovedì 22 Marzo, ore 09.25-10.50

 

Volo AB8920 Düsseldorf (DUS)-Helsinki (HEL)
Giovedì 22 Marzo, ore 11.35-14.45

 

Volo AB8921 Helsinki (HEL)-Düsseldorf (DUS)
Martedì 27 Marzo, ore 15.50-17.15

 

Volo AB8562 Düsseldorf (DUS)-Milano Orio al Serio (BGY)
Martedì 27 Marzo, ore 19.15-20.40

 

Finlandia, finalmente ti avrò tutta per me.

Finland's Flag





Repulsion [Roman Polanski, 1965]

14 01 2007

Questa volta non posso certo dire di essermi annoiato.
Il primo weekend bolognese del 2007 si è rivelato il più pieno ed interessante degli ultimi mesi.

Repulsion (Roman Polanski, 1965) Partiamo da venerdì.
Inizio serata al cinema Lumière: va in proiezione in lingua originale sottotitolata ‘Repulsion’, secondo lungometraggio di Roman Polanski, horror psicologico del 1965 con Catherine Deneuve.
E’ la storia di Carol, ragazza belga trapiantata a Londra con la sorella. Lavora in un istituto di bellezza come addetta alle manicure, è giovane e molto bella. E’ corteggiata da un bel ragazzo innamorato di lei. Ma è ossessionata da incubi tremendi di violenze sessuali. La sua repulsuione nei confronti del sesso maschile è totale. E quando si trova a dover restare sola in casa per qualche giorno questi incubi prendono possesso della sua mente in modo irreparabile.
Polanski riesce a rappresentare l’ossessione di Carol in modo a dir poco magistrale, grazie ad un uso ispirato di inquadrature e colonna sonora, dando al film un ritmo lento e paranoico con improvvise accelerazioni capaci di far sobbalzare sulla poltrona molto più efficacemente di tanti film contemporanei. Catherine Deneuve da giovane era veramente bella, davvero. Se solo fosse riuscita a rendere meno piatta la sua interpretazione (funzionale a costruire la personalità disturbata della protagonista, ma a tratti un pò scialba) si sarebbe potuto parlare anche per lei di prova maiuscola, ma già riuscire a reggere una parte tanto complicata in un film di questo spessore le rende un gran merito. Finale durissimo e al tempo stesso paradigmatico della natura umana. (Quasi) capolavoro.

Catherine Deneuve in Repulsion (1)Catherine Deneuve in Repulsion (2)Catherine Deneuve in Repulsion (3)